Le differenze trovate nel cervello dei giocatori compulsivi
Gli scienziati in Italia hanno trovato delle prove che dimostrano che i giocatori compulsivi possono avere delle differenze fisiche nei loro cervelli rispetto a quelli di giocatori sani. Uno studio condotto dall’Università di Pisa suggerisce che sia i fattori genetici che quelli ambientali portano delle differenze nei lobi prefrontali nei giocatori compulsivi.
Dei Test Neuropsicologici sono stati eseguiti su giocatori “maniaci del gioco” e in un gruppo controllato, e si è evidenziato che nei test, le persone interessate erano simili in tutto, eccetto in un test di prova chiamato Wisconsin. Esso non è altro che un test di problem-solving, che richiede di modificare l’approccio ai diversi problemi presentati per raggiungere la soluzione
In questa prova, i soggetti controllati sono migliorati con la pratica, mentre i giocatori con problemi disfunzionali continuavano a provare gli stessi metodi con risultati fallimentari. Gli scienziati affermano, “I nostri risultati dimostrano che, nonostante il normale intelletto e le abilità linguistiche e visive, i giocatori con patologie non potevano imparare dai propri errori per cercare soluzioni alternative.”
Gli autori teorizzano che i giocatori compulsivi hanno una forma di rigidità cognitiva, che impedisce loro di imparare dagli errori o di modificare il loro comportamento.
Sembra probabile che l’invalidità di questa regione prefrontale potrebbe essere la causa di un comportamento simile anche negli alcolisti e nei tossicodipendenti. Ironicamente, i risultati mostrano a coloro che si oppongono al gioco come i religiosi di destra e quelli politicamente corretti di sinistra, si assomigliano in queste disfunzioni del gioco d’azzardo: visto che hanno una rigidità mentale che non è in grado di adattarsi alla trasformazione di nuove informazioni su di un problema.

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