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Lotto: lo Stato pensa solo a far cassa

“Costringeranno i giocatori a ricorrere ad altri prodotti, se non a scegliere i giochi illegali”, così Bruno Di Leonardo, coordinatore nazionale ricevitori Clacs Cisl, commenta l’approvazione in Senato dell’emendamento per aumentare la ritenuta sulle vincite del Lotto dal 6 al 13%.

“Ma, alla base di simili iniziative ci sono sempre le stesse cause: da un lato il fatto che spesso il nostro legislatore prenda iniziative pur avendo una conoscenza marginale del settore, dall’altro che non vengano interpellati minimamente gli operatori. E con tutte queste innovazioni non si fa altro che uccidere quello che dovrebbe essere il gioiello dei giochi italiani.

I cambiamenti introdotti negli ultimi anni sono infatti la causa principale del periodo di crisi che il Lotto sta affrontando. Mi riferisco non solo al precedente aumento della ritenuta sulle vincite (già passata dal 3 al 6%), ma anche alla terza estrazione che ha finito per allontanare tanti appassionati. Il Lotto è un gioco scientifico. Prima di effettuare una giocata occorrere verificare i ritardi, calcolare le frequenze, e questi sono calcoli che vanno ripetuti a ogni estrazione. Adesso, con un’estrazione ogni due giorni, gli appassionati non hanno più nemmeno il tempo di farli”.

Insomma Di Leonardo dice chiaramente che il Lotto sta diventando sempre meno competitivo: “A livello europeo dovremmo prendere esempio dal Lotto irlandese dove i premi per gli ambi e i terni sono più elevati. E’ il miglior modo per attrarre i giocatori: farli vincere, e quindi farli divertire, di più. Ma se lo Stato pensa solo a fare cassa, ottiene il risultato opposto. Con due importanti conseguenze: da un lato affossa anche gli altri giochi da ricevitoria. Il Lotto infatti faceva da traino: i giocatori che ritiravano il premio di un ambo, magari spendeva qualche euro per giocare la schedina di un altro gioco; oppure quelli che passavano in ricevitoria a giocare un terno, poi tentavano la fortuna anche a un altro concorso. Dall’altro si finisce con il rovinare chi, come i ricevitori, ha investito nel settore e si è battuto per diffondere il gioco”.

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